Autoritratti d'artista

Attorno all'astrazione. Inaugurazione sabato 5 ottobre, ore 18.30, presso l'Associazione Remo Gaibazzi in B.go Scacchini 3/a (Parma)

Il punto di riferimento della nascita dell'astrattismo è il testo Astrazione ed Empatia del 1908 di Wilhelm Worringer dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista e la forma viene intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia (avvicinamento alla realtà) ed astrazione (rifiuto della realtà). Quindi l'astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee, colori.
Il termine “astrattismo” designa tutte le forme artistiche non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l'immagine ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, tuttavia si può intendere “astrattismo” anche la ricerca della forma pura per tramite di colori e forme geometriche (Piet Mondrian), e altre esperienze non figurative come l'espressionismo astratto. (Kandiskij).

Alfonso Borghi
il nucleo più profondo del suo impulso di aggredire la tela, di dar vita a una immagine che a lungo accarezza nell'intimo, si manifesta poi improvvisa, prorompe nella fisicità del suo getto di materia colorata. (Maurizio Calvesi)

Candida Ferrari
i materiali costitutivi dell'opera si caratterizzano per la loro "trasparenza". Abbiamo allora segni e colore che appaiono dalle superfici interne,in un gioco cromatico, luminoso e compositivo mai uguale a se stesso. (Giorgio Bonomi)

Nunzio Garulli
c'è un momento magico nella sua creazione artistica: quello in cui un oggetto viene sottratto alla sua collocazione, fatto segno di una  "contemplazione" stuporosa, carpito al suo destino, per consegnarla allo spettatore. (Nadia Bertolani)

Aldo Orlandi
Orlandi è approdato, ora, alla visione di quella realtà interiore del sentire più intimo di un artista: ritrovare l'immagine illesa di un mondo che svela, in una trama di geometrie euclidee, i segni dell'enigma, i miraggi del mistero. (Gianni Cavazzini)

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