Catalogo delle vulnerabilità del patrimonio culturale in provincia di Parma

Giovedì 21 febbraio 2013, ore 11, Auditorium del Carmine, Via E. Duse, 1 (Parma)

Interventi di:
Carlo Gabbi, Presidente Fondazione Cariparma
Ivo Iori
Carlo Blasi
Eva Coïsson
Elisabetta Fadda
Carlo Mambriani, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambiente, Territorio e Architettura - Università degli Studi di Parma
Carla Di Francesco, Direttore Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna

In un periodo di crisi la sensibile riduzione delle possibilità erogative impone di ottimizzare gli interventi. Quali strumenti rigorosi adottare per destinare le limitate risorse disponibili ai casi di massima urgenza, quelli per i quali il fattore tempo risulta esiziale per la trasmissione dei beni culturali alle generazioni future?

Nell’ottica di elaborare strategie di intervento razionali e sostenibili in tale ambito, la Fondazione ha avviato un importante progetto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambiente, Territorio e Architettura dell’Università degli Studi di Parma.

Parma e la sua provincia vantano infatti uno straordinario patrimonio storico, artistico e culturale: una ricchezza che la Fondazione Cariparma, nella sua più che ventennale attività, ha contribuito, con ruolo determinante, a conservare e valorizzare. Quali sono però, oggi, tra i beni culturali (insediamenti e monumenti, manufatti artistici e culturali ecc.) quelli minacciati da pericoli imminenti?

Una risposta è contenuta nello studio condotto dall’agosto 2011 al luglio 2012 e confluito nel Catalogo delle vulnerabilità del patrimonio culturale in provincia di Parma. Per ciascun bene architettonico o artistico-culturale censito, sono forniti valori ragionati, puntuali e aggiornabili che determinano i gradi d’urgenza e d’interesse potenziale dell’eventuale intervento di messa in sicurezza, restauro e valorizzazione.

L’insieme del patrimonio culturale, inteso come parte integrante del contesto economico, sociale, storico e identitario, è considerato nello specifico in due distinte tipologie di beni a rischio: da un lato i beni architettonici, dall’altro i beni storico-artistici (opere d’arte e d’arte decorativa, cimeli storici, reperti archeologici, beni etnoantropologici, archivistici e bibliografici). Differenziate nello schema per ciascuna tipologia, oltre 360 schede offrono per ogni bene censito i riferimenti sull’ubicazione, la proprietà e gli studi esistenti, nonché specifiche sezioni riguardanti lo stato di conservazione, la valutazione dei rischi, le prospettive di uso e valorizzazione, tutti parametri che concorrono infine a un indice dell’opportunità di intervento.