Abitare la città dimenticata: San Francesco

Il recupero dei beni culturali: quale futuro per l'ex carcere di San Francesco? identità e prospettive dei contenitori monumentali, il recupero dei beni culturali

Nel quadro delle iniziative che la Fondazione Architetti Parma e Piacenza e l’Ordine Architetti Parma, in collaborazione con l'Ordine Architetti Piacenza e con il sostegno organizzativo dell'Università degli Studi di Parma, stanno portando all’attenzione della città per stimolare l’interesse delle istituzioni e dei cittadini sulle potenzialità che il pieno recupero delle grandi fabbriche storiche può offrire, si vuole proporre un aggiornamento delle vicende relative al complesso di San Francesco del Prato e un confronto tra istituzioni, gruppi di interesse e cittadini su quanto resta da fare.

Convinti che il recupero può portare ad una città più attrattiva sotto molteplici punti di vista, anche economici, intendiamo aprire, con la giornata dedicata a San Francesco del Prato, un “focus” di approfondimento che proseguirà con ulteriori appuntamenti volti a portare alla città una sintesi delle vicende storiche, lo stato di fatto, i lavori fino ad oggi eseguiti e le prospettive dei più importanti complessi monumentali della città. Tutto questo all'interno del dibattito che vogliamo innescare su recupero e riutilizzo degli edifici pubblici sottoutilizzati o dismessi ed in relazione al ruolo determinante che la loro riqualificazione può assumere nella trasformazione urbana e nei nuovi indirizzi della pianificazione urbanistica. Grandi complessi monumentali di rilevante valore architettonico, ma anche edifici minori distribuiti nel tessuto urbano versano, spesso da decenni, in parziale o totale stato di abbandono. L’insieme di questi edifici dismessi costituisce, in tutta evidenza, un patrimonio talmente considerevole in termini sia quantitativi che qualitativi, che deve indurre ad una serie di riflessioni, per lo meno da parte di chi abbia a cuore il destino della città.

Un simile programma può diventare elemento determinante nello sviluppo sociale ed economico locale in un processo combinato di recupero, tutela, gestione e soprattutto fruizione consapevole e sostenibile. Per far questo è auspicabile anche un’inversione di rotta riguardo alle destinazioni d'uso recenti: riteniamo infatti che occorra partire da uno studio dei bisogni e delle carenze a scala di quartiere e urbana per definire un orizzonte programmatico. Si potranno in tal modo valorizzare le potenziali interazioni con il contesto, consentendo l’insediamento di nuove funzioni compatibili e sostenibili e attivando, così in concreto, processi di riqualificazione socioeconomica.

Proprio per affrontare questi temi così complessi e rilevanti per la città è stato organizzato un incontro pubblico coinvolgendo i soggetti direttamente interessati e le pubbliche amministrazioni coinvolte. In tale sede s’intende, dapprima, ripercorrere rapidamente le vicende storiche del San Francesco e rappresentare la consistenza del patrimonio pubblico disponibile mediante una mappatura quali-quantitativa degli edifici, per poi farci raccontare i recenti interventi parziali realizzati e quelli programmati; infine vorremmo fornire una prima valutazione delle ulteriori potenzialità che può offrire, nel rispetto delle vocazioni che il testo architettonico e la percezione comune consentono, senza trascurare la perlustrazione di ipotesi che possano rendere possibili ulteriori azioni di recupero, nella convinzione che la destinazione prevalentemente universitaria sia da considerarsi condivisa e coerente.